Mondi paralleli

Mondi paralleli. Più di là che qua. La fissità dello sguardo allucinato sullo schermo trascina nel varco spazio-temporale. Andati. Qualcuno sta parlando e non si sente. E’ l’inizio dell’incremento disperato del volume di voce. Tutti nel vagone siamo partecipi della conversazione.

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Personaggi

Sono un’infinità. Alcuni si somigliano. I personaggi salgono sul treno. Lo studente, a libro aperto,impiega gli ultimi minuti prima dell’esame. L’impiegato un po’ stanco è arrivato a metà settimana. Lo straniero in viaggio. Condividono quel grande salotto, tra pubblico e privato.

Sorrise

Sorrise. Capita di essere eletti a punto di riferimento. Senza candidatura. Improvvisamente. “E’ questo per …?”. “Sì, lo spero …”. Presi alla sprovvista certezze non si hanno. Scambio di sorriso. Perché noi pendolari siamo un po’ tutti sulla stessa barca. Sullo stesso treno.

Intimoriti

Un immigrato. Il turno di una donna. “WuA!”. Era intimorita. Strano cercare aiuto su un treno della periferia. “TUA!”. “Tua?”. Teneva in mano degli occhiali. Sulla via della resa al capotreno si fermava ad ogni passeggero. Era intimorito. Il proprietario l’avrebbe indicato ladro.