Solo

Notte fonda. 00.50. Solo. Il vagone era lungo. Vuoto. Era estate. Tutti i finestrini erano abbassati e i tendaggi svolazzavano scomposti animati maldestramente dall’aria che entrava. Il rumore ritmico del treno in velocità era assordante. Avrebbe impedito qualsiasi comunicazione.

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Intimoriti

Un immigrato. Il turno di una donna. “WuA!”. Era intimorita. Strano cercare aiuto su un treno della periferia. “TUA!”. “Tua?”. Teneva in mano degli occhiali. Sulla via della resa al capotreno si fermava ad ogni passeggero. Era intimorito. Il proprietario l’avrebbe indicato ladro.